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Nel 1609, la Città di Milano assistette ammirata alla cerimonia di inaugurazione della Biblioteca Ambrosiana, prediletta creatura dell’amatissimo cardinale Federico Borromeo. Dal Palazzo arcivescovile, il cardinale giunse alla Chiesa di S. Sepolcro, accompagnato da un corteo di dignitari ecclesiastici e civili e da due ali di folla. Dalla Chiesa di San Sepolcro, il corteo delle autorità, fra squilli di tromba e sotto un padiglione di tessuto che copriva l’intero percorso, giunse davanti alla porta dell’Ambrosiana, che fu spalancata perché potesse il cardinale entrare per primo. E fu lo stesso Federico a fare da guida fra i tesori della imponente collezione della Biblioteca, mostrandone con orgoglio la immensa ricchezza. La Biblioteca destò da quel momento l’ammirazione degli studiosi e dei visitatori che giungevano a Milano: nel 1623, Galileo inviava al cardinal Federico una copia del suo Saggiatore, nella speranza che esso potesse entrare a far parte dell’«eroica et immortale libreria». Per la costruzione e l’arricchimento del patrimonio librario della Biblioteca, Federico organizzò, già a partire dal 1601, una vera e propria campagna di acquisti, sguinzagliando i suoi agenti ai quattro angoli del mondo occidentale, uomini che misero a disposizione laboriosità, scienza e spesso anche arditezza veramente non comuni! Visitare oggi la Biblioteca non è solo conoscere l’antico cuore dell’Ambrosiana ma è compiere un viaggio che racchiude oltre 400 anni di storia, arte e cultura per scoprire i tesori più preziosi dell'Ambrosiana. Alla Biblioteca si aggiunse, nel 1618, la raccolta privata di quadri primo nucleo della futura Pinacoteca Ambrosiana. Accanto alle  importanti opere di scuola veneta e lombarda custodisce capolavori assoluti come i “fogli del Codice Atlantico” di Leonardo, la “Canestra di frutta” di Caravaggio, il “Ritratto di Musico” di Leonardo da Vinci ed il “Cartone...

L’ Armani/Silos si sviluppa in 4.500 m² su quattro piani e fu costruito nel 1950 per la conservazione dei cereali. Ci...

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