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Frida Kahlo a Milano

Frida Kahlo a Milano, finalmente!

Frida. Oltre il mito, è una retrospettiva che ci restituisce a 360 gradi l’arte unica, lo spirito indipendente e passionale, riluttante verso ogni convenzione sociale di Frida Kahlo, artista messicana vissuta nella prima metà del 900 e recentemente rivalutata in Europa.

Per la prima volta in Italia verranno esposte al Mudec opere provenienti dal Museo Dolores Olmedo di Città del Messico, dalla Jacques and Natasha Gelman Collection insieme ad alcuni prestiti di altri autorevoli musei internazionali che permetteranno al visitatore di approfondire la conoscenza della biografia e dell’arte di questa figura iconica del Novecento.

In Mostra saranno esposti molti dei suoi famosissimi autoritratti, produzioni in cui fa propria l’arte indigena messicana e quadri in cui sono marcati i richiami al suo incontro con i Surrealisti europei, con cui fu in contatto grazie al tramite di Andrè Breton che fu suo amante. Dipinti che sono un misto di arcaico e moderno, di dolore ma anche di forza.

Nelle sue intense e coloratissime opere dal segno minimalista La Kahlo esprime in modo forte e passionale, tutta una vita fatta di amore ma anche di solitudine e dolore fisico e psichico dovuti alla spina bifida, cui era affetta dalla nascita, ai postumi di un terribile incidente d’autobus che la costrinsero a sottoporsi a più di trenta interventi chirurgici. e alla sua turbolenta relazione con il famoso marito e a sua volta pittore Diego Rivera che così la racconta

“… E’ la prima volta nella storia dell’arte che una donna esprime con totale sincerità, scarnificata e, potremmo dire, tranquillamente feroce, i fatti e particolari che riguardano esclusivamente la donna. La sua sincerità, che si potrebbe definire insieme molto tenera e crudele, la portò a dare di certi fatti la testimonianza più indiscutibile e sicura; é perciò che dipinse la sua stessa nascita, il suo allattamento, la sua crescita dentro la sua famiglia e le sue terribili sofferenze, e di ogni cosa senza permettersi mai la minima esagerazione né divergenza dai fatti precisi, mantenendosi realista e profonda, come lo é sempre il popolo messicano nella sua arte, compresi i casi in cui generalizza fatti e sentimenti, arrivando alla loro espressione cosmogonica …”

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