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Il Cenacolo Vinciano o Ultima Cena è il capolavoro di Leonardo da Vinci, inserito nella lista Unesco dei patrimoni dell’umanità si trova nel Refettorio della chiesa di Santa Maria delle Grazie.

La chiesa sorse nella seconda metà del Quattrocento sull’ area un tempo occupata da una Cappella dedicata a Santa Maria delle Grazie. La chiesa costruita in stile gotico con l’utilizzo del mattone venne nel 1492 fortemente modificata per volere di Ludovico il Moro per trasformarla in proprio Mausoleo.

Per questo chiamò Bramante, uno dei massimi artisti del Rinascimento italiano, per mettere mano alla zona presbiterale realizzando la maestosa Tribuna che per stile si distacca fortemente dal linguaggio goticheggiante del resto della chiesa dove un tempo era custodita l’Incoronazione di Spine di Tiziano, requisita dai francesi nel 1797 e ora esposta al Louvre di Parigi.

Negli stessi anni in cui Bramante lavorava alla tribuna Ludovico il Moro Sforza commissionò a Leonardo l’ultima Cena nel Refettorio dei frati domenicani, opera cui lavorò tra il 1494 e il 1498.

E’ un capolavoro assoluto che, oltre ad essere una pietra miliare della storia dell’Arte, è la sintesi del pensiero rivoluzionario di Leonardo, dei suoi studi prospettici e della teoria dei moti dell’animo.

Immortala il momento in cui Cristo, riunito a cena con i suoi apostoli, rivela l’imminente tradimento di uno di loro. Alla Calma di Gesù, isolato al centro, si contrappongono i gesti, le reazioni e il turbamento degli apostoli raggruppati a tre a tre e raffigurati nei gesti e nella fisiognomica secondo lo studio dei moti dell’animo così centrale negli studi di Leonardo. La scelta oculata di questo momento così drammatico consente di mettere in scena una sorta di rappresentazione teatrale, enfatizzata dalla costruzione prospettica che simula un palcoscenico aperto che diventa quasi un tutt’ uno con lo spazio reale che ne risulta dilatato.

Bellissima la realizzazione prospettica a volo d’uccello sulla tavola.

Non un affresco che necessita di velocità d’esecuzione e soprattutto non permette ripensamenti ma un dipinto sperimentale nella tecnica (tempera applicata su una preparazione gessosa come se il muro fosse una grande tavola) che permise grande resa luministica e di dettagli ma che destinò a un rapido degrado il dipinto e lo sottopose nei secoli a molti restauri e pesanti ridipinture.  L’ Ultima Cena che vediamo oggi è frutto dell’ultimo restauro affrontato dal 1977 al 1999 dall’ equipe di Pinin Brambilla che ha recuperato i pochi lacerti di pittura originale.

La Basilica iniziata nel quattrocento e successivamente conclusa per volere di Ludovico il Moro con l’intervento di Donato Bramente che vi realizzò la grande Tribuna circolare. L’ Ultima Cena (460 cm x 880 cm) è un capolavoro assoluto che, oltre ad essere una pietra miliare della storia dell’Arte, è la sintesi del pensiero rivoluzionario di Leonardo, dei suoi studi prospettici e della teoria dei moti dell’animo.

Informazioni alla visita: il Cenacolo Vinciano e Santa Maria delle Grazie

Durata: visita del solo Cenacolo 40 minuti circa di cui 15 all’ interno del Refettorio.

Visita del Cenacolo e della Chiesa di S. Maria delle Grazie 1 ora e 30 minuti circa.

Il Cenacolo Vinciano è aperto dal martedì alla domenica dalle 8,15 alle 19,00. Gli ingressi sono contingentati per ragioni di conservazione dell’opera. I biglietti vanno prenotati con grande anticipo e pre – bonificati almeno un mese prima della data scelta. La chiesa di Santa Maria è aperta nei giorni feriali dalle ore 7,00 alle ore 12,00 e dalle ore 15,00 alle 19,00 circa ed è visitabile solo in assenza delle funzioni religiose. Le spiegazioni all’ interno della chiesa sono possibili solo con microfonaggio.

 

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